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Esortazione Apostolica Amoris Lætitia

Leggi o scarichi l'Esortazione Apostolica di Papa Francesco: Amoris Lætitia



Avvisi della Parrocchia

La settimana 25 aprile - 1 maggio

 


Don Carmelo Giarratana

 

Don Carmelo nasce a Rosolini (SR) il 14 febbraio 1940.  Entrato nel Seminario diocesano di Noto, segue gli studi di Filosofia e Teologia fino all'Ordinazione sacerdotale il 15 agosto 1964.  Consegue poi le licenze in Sacra Teologia e Scienze Sociali presso l'Università pontificia "Angelicum" di Roma e inoltre si laurea in Filosofia e Scienze Politiche.

 

Tornato nella sua Diocesi di Noto, svolge il ministero di vicario parrocchiale presso la parrocchia S. Maria Maggiore a Ispica negli anni 1964-65 e nella parrocchia di S. Pietro a Modica dal 1965 al '68, svolgendo negli stessi anni il compito di delegato vescovile per l'emigrazione.

 

Negli anni 1968-69 sarà poi missionario incaricato della cura pastorale degli italiani a Berlino.  Verrà accolto poi a Roma, nella parrocchia di S. Pio V, dove svolgerà  il ministero di collaboratore parrocchiale, insegnante di Religione, assistente spirituale dei profughi polacchi.

 

Nel 1989 viene nominato amministratore parrocchiale ai SS. Protomartiri Romani, dove l'anno seguente inizierà il servizio di parroco fino al 2007.  Nel frattempo, nel 1996, riceverà il titolo di Cappellano di Sua Santità.

 

Dal 2007 al 2014, sarà rettore della chiesa di S. Maria dell'Orazione e Morte.  Cessato il suo servizio come rettore, verrà trasferito presso la parrocchia della Natività di N.S.G.C. come vicario cooperatore e dove il 14 gennaio 2015 termina la sua vita terrena.

 

Per molti anni contemporaneamente nel suo servizio alla diocesi di Roma, ha curato i rapporti con l'orfanatrofio di Vitebsk in Bielorussia, impegnandosi a creare una rete di solidarietà attorno a tanti bambini e ragazzi svantaggiati.


Messa di saluto a don Noel Debono

 

I quattro anni trascorsi alla parrocchia della Natività hanno coinciso con i miei primi anni nel ministero sacerdotale. In mezzo a questa comunità parrocchiale mi è stato donato di “imparare a camminare”, delle volte con timore e resistenze, altre volte cadendo, altre volte ancora con più coraggio e leggerezza.  

 

Sono profondamente grato al Signore dell’esperienza vissuta: per le tante persone incontrate, per il dono dei sacramenti celebrati, per la vita di comunità, per i momenti di stabilità e quelli più instabili, personali e comunitari. Di cambiamenti in questi quattro anni ne abbiamo infatti vissuti tanti. Guardando indietro sono stati la ragione di alcune fatiche ma anche del maggior arricchimento. Conoscere tre parroci in quattro anni, e sopravvivere,come ha detto don Paolo alla messa di saluto, è stato un lavoro (facile) ma anche un dono molto grande. Certo, per la comunità parrocchiale è stato un tempo delicato e faticoso, ma anche un tempo vissuto con maturità e apertura. Un grazie particolare allora a don Pietro Sigurani che mi ha accolto in parrocchia, a don Paolo Selvadagi, adesso vescovo ausiliare e a don Paolo Mancini, parroco attuale. Qualche volta mi sono ritrovato a ritagliare le qualità dell’uno e dell’altro per creare il mio super parroco dei sogni per poi ricordarmi della bellezza di essere ciò che siamo.  

 

Una grazia a me molto cara, ricevuta in questi anni è stato il vivere insieme con gli altri sacerdoti in fraternità. È stato un dono poter condividere il cammino imparando da ciascuno, accogliendo personalità diverse e gioiendo delle qualità altrui. In questo riconosco tanto una protezione “dai piani alti” insieme al cammino personale fatto da ciascuno. Insieme ai sacerdoti don Udino, don Antonio, don Joseph, don Claudio, don Mark, don Elio, don Paolo Baratti e don Carmelo vorrei menzionare anche la comunità delle suore Missionarie del Sacro Cuore di Gesù Ad Gentes presenti in parrocchia per il loro servizio costante e la testimonianza datami in questi anni.  

 

Una grande risorsa di ogni comunità sono le persone che si dedicano ad essa con spirito di servizio umile, delle volte nascosto, vissuto con libertà interiore e tanta generosità. Di queste persone ne ho incontrate tante alla Natività e sono sempre più sicuro che la comunità, in tutte le sue sfaccettature, è sorretta da loro; dalla catechesi alla carità, dalla liturgia all’oratorio. 

 

Un’altra benedizione è la presenza di vari gruppi e carismi in parrocchia, in particolare il Cammino Neocatecumenale e lo Scautismo, insieme a tutti i gruppi di catechesi e carità. È stato bello e formativo per me poter bere da queste sorgenti e condividerne il cammino.  

 

Un ricordo particolare va a tutti gli adolescenti e i giovani, le attività e i campi organizzati insieme, che sono stati momenti privilegiati di incontro e di formazione. Il cammino con loro mi è stato un richiamo continuo alla presenza paziente di Dio nella nostra vita; una presenza costante e premurosa, sia nei momenti nei quali i frutti sembrano lontani, sia nel tempo della potatura, come nel tempo del raccolto. La vita con loro mi ha insegnato anche di non fermarmi mai alle apparenze. Dietro trovi di tutto. E con ogni scoperta cresceva in me il desiderio che avvenga, in me come in loro, l’incontro con il Signore Gesù.  

 

Durante la messa di saluto a ottobre, celebrata insieme per ringraziare il Signore per questi anni, ho ringraziato i presenti e non, per avermi fatto “lavorare” in questi anni. Il nostro ministero, che spesso è strumento di grazia per alcuni, per noi è l’alimento che feconda la nostra vita dietro a Gesù. In questo, tutte le persone alle quali svolgiamo un servizio, diventano le nostre risorse più grandi. Ogni sacramento celebrato, persona ascoltata e accompagnata, malato visitato, catechesi fatta... diventa il cibo che nutre la nostra conversione e il motivo per il nostro rendimento di grazie per la presenza fedele del Signore nei sacramenti e nella vita di ciascuno. Poter servire è un privilegio ed una fonte costante di grazia. Per questo e tanto altro, grazie!

 

Don Noel Debono


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